<?xml version="1.0" encoding="utf-8" standalone="yes"?>
<rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
  <channel>
    <title>Peptidi on noema</title>
    <link>https://noema.sindro.me/it/tags/peptidi/</link>
    <description>Recent content in Peptidi on noema</description>
    <generator>Hugo</generator>
    <language>it</language>
    <lastBuildDate>Thu, 23 Apr 2026 00:00:00 +0000</lastBuildDate>
    <atom:link href="https://noema.sindro.me/it/tags/peptidi/index.xml" rel="self" type="application/rss+xml" />
    <item>
      <title>Peptidi: la frontiera caotica</title>
      <link>https://noema.sindro.me/it/posts/2026/peptidi-frontiera-caotica/</link>
      <pubDate>Thu, 23 Apr 2026 00:00:00 +0000</pubDate>
      <guid>https://noema.sindro.me/it/posts/2026/peptidi-frontiera-caotica/</guid>
      <description>&lt;blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Abstract.&lt;/strong&gt; BPC-157, TB-500, CJC-1295, Epithalon, MOTS-c: molecole che i biohacker iniettano a casa citando preclinica su topi e fotografie prima-dopo, senza i trial che daremmo per scontati per qualunque altro farmaco. Qui esamino uno per uno cosa dice la letteratura — il salto dal topo all&amp;rsquo;uomo, la qualità delle sostanze sul mercato grigio, le cliniche di longevità che usano l&amp;rsquo;arbitraggio regolatorio per vendere a Dubai ciò che FDA ed EMA hanno fermato. Seguito di &lt;a href=&#34;https://noema.sindro.me/it/posts/2026/vivere-per-sempre/&#34;&gt;&lt;em&gt;Vivere per sempre&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;/blockquote&gt;&#xA;&lt;p&gt;Sul catalogo dei biohacker i peptidi occupano una posizione particolare: più sofisticati degli integratori da farmacia, più accessibili dei farmaci da prescrizione, avvolti da un vocabolario scientifico che li fa sembrare medicina seria senza che lo siano — ancora, o forse mai. È una zona grigia popolata da molecole vere, letteratura vera, e claim che corrono molto più veloce della letteratura.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Ci sono tre errori speculari quando si parla di peptidi. Il primo è liquidarli come ciarlataneria: molti hanno basi biologiche solide, alcuni hanno letteratura preclinica interessante, uno o due si stanno avvicinando a trial clinici seri. Il secondo è trattarli come farmaci finiti: nessuno dei peptidi del mercato grigio ha la documentazione clinica che daremmo per scontata in qualsiasi altro contesto terapeutico. Il terzo, più subdolo, è confondere &lt;em&gt;plausibilità meccanicistica&lt;/em&gt; con &lt;em&gt;evidenza clinica&lt;/em&gt;. &amp;ldquo;Ha senso come funzionerebbe&amp;rdquo; non è la stessa cosa di &amp;ldquo;sappiamo che fa bene, in chi, a quali dosi, per quanto tempo, senza quali rischi&amp;rdquo;. La distinzione è tutto.&lt;/p&gt;&#xA;&lt;p&gt;Questo articolo cerca di stare in quella zona intermedia. Descrivere cosa sono davvero, da dove vengono i claim, dove la scienza smette e comincia il marketing, e quali peptidi — oggi — hanno qualche base su cui ragionare e quali viaggiano quasi esclusivamente su aneddoti e fotografie prima-dopo.&lt;/p&gt;</description>
    </item>
  </channel>
</rss>
